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CASSERI ARGISOL PER PARETI DI TAMPONAMENTO

Casseratura Argisol per tamponamenti su strutture a telaio

L'esperienza di Bioisotherm in più di 35 anni di cantieri, sia nella realizzazione di nuove costruzione che nel recupero di quelle esistenti ha permesso di estendere l'utilizzo dei casseri ARGISOL anche per realizzare pareti non strutturali (non portanti) rispetto alla propria natura di casseratura per pareti portanti.

Bioisotherm propone di utilizzare i casseri ARGISOL non solamente come sistema costruttivo a pareti portanti, ma per realizzare PARETI NON STRUTTURALI (pareti di TAMPONAMENTO) a chiusura delle strutture progettate a telaio.

Si tratta quindi di utilizzare la gamma di elementi Argisol per la formazione di una casseratura isolante a rimanere pronta a ricevere un getto di calcestruzzo di tipo alleggerito (peso specifico cls = 1700-1800 Kg/m3) per realizzare pareti di tamponamento o pareti di chiusura non strutturali, che hanno solamente la funzione di separazione e non di resistere ai carichi statici gravitazionali.

Pertanto, l’uso dei casseri Argisol viene proposto come uso alternativo al classico sistema tradizionale di realizzazione dei tamponamenti, in cui ad una prima fase di posa dei mattoni con malta, ne segue una seconda per il rivestimento a cappotto.

Nel caso di utilizzo dei casseri Argisol per pareti di tamponamento, in una unica fase si realizzerebbe sia la casseratura di tamponamento che l’isolamento.

Si elencano brevemente alcuni vantaggi derivanti dai casseri Argisol per l’utilizzo di pareti di tamponamento:

  • modularità geometrica: grazie alla modularità di posa, possono occupare qualsiasi luce tra pilastro e pilastro, e possono raggiungere qualsiasi altezza (anche non modulare di 30cm grazie ai variatori di quota);
  • ampia gamma di elementi disponibili: in modo da realizzare pareti di qualsiasi forma (anche curvilinea) e altezza;
  • leggerezza del materiale: il blocco base pesa circa 3,5 Kg, nettamente inferiore al peso di un singolo mattone.
  • velocità di posa: gli elementi Argisol vengono posati a secco, a differenza del mattone che necessità dell’adesione della malta. Inoltre con la posa dell’Elemento Base Argisol si realizza più superficie di un singolo mattone. (superficie Elemento Base = 0.36mq);
  • isolamento termico: doppio isolamento termico della parete (interno ed esterno), a differenza dei sistemi “a cappotto” dove l’isolamento risulta solo verso l’esterno;
  • sicurezza strutturale: le armature di ripresa uscenti dalla trave inferiore e dai pilastri laterali garantiscono di rendere solidale il tamponamento con la struttura. Questo evita quei microdanneggiamenti alle finiture tipici dei tamponamenti tradizionali nel caso di forti escursioni termiche, assestamenti della struttura, cedimenti differenziali all'interfaccia struttura-tamponamento, distaccamenti del tamponamento in caso di sisma;
  • sicurezza in cantiere: la posa del materiale e la sua leggerezza non pone i lavoratori a rischi.

L'esperienza nelle pareti di tamponemento

Come si realizzara la parete di tamponamento con casseri Argisol

Le procedeure di posa seguono quelle dei casseri Argisol per pareti portanti in calcestruzzo armato, con la possibilità di:

  • realizzare la casseratura Argisol in contemporanea alla struttura a telaio: si tratta di montare la casseratura Argisol ad ogni piano assieme alle strutture portanti verticali, lasciando lo spazio ove necassario per pilastri, setti, altre strutture portanti che saranno gettate con calcestruzzo strutturale, mentre la casseratura Argisol con calcestruzzo alleggerito. In questo modo l'edificio ha già la struttura portante che il tamponmento realizzato (scelta consigliata);
  • realizzare la casseratura Argisol a struttura ultimata: in questo caso lo scheletro del telaio strutturale (travi e pilastri) risulta già realizzato e, come per i tamponamenti tradizionali, si srealizzano le pareti opache. Si tratta quindi di posare i vari casseri Argisol tra un pilastro ed il successivo fino ad altezza di solaio. Tale soluzione richiede maggiori accortezze nella fase di getto.

SISTEMA COSTRUTTIVO A PONTI TERMICI CORRETTI

Analisi bidimensionale dei principali nodi costruttivi

Con l'introduzione della nuova normativa sono cambiati diversi criteri nella valutazione della prestazione energetica degli edifici, ed importanti novità riguardanti il calcolo del contributo dei ponti termici.

Con la revisione della UNI EN ISO 11300 assistiamo dunque all'introduzione di regole più stringenti rispetto a prima. Ai tecnici sarà pertanto richiesto uno sforzo per l’acquisizione di nuove competenze e di un necessario aggiornamento.

I metodi di calcolo ammessi si riconducono all'utilizzo di software per il calcolo agli elementi finiti dei vari nodi costruttivi. Non è più possibile il calcolo dei ponti termici con una maggiorazione semplificativa percentuale della U termica o l'utilizzo di abachi delle normative precedenti.

 

Per valutare se un nodo costruttivo possa essere un ponte termico, la "dispersione" di calore dello stesso si rifà al calcolo del parametro:

- trasmittanza termica lineare (o lineica)

(più basso è questo valore e migliore sarà il nodo costruttivo - in poche parole disperde meno calore -).

 

Bioisotherm ha eseguito una valutazione dei principali nodi costruttivi del sistema, analizzando il nodo attarverso una elaborazione agli elementi finiti di tipo bidimensionale. Per ogni nodo analizzato si sono ottenute informazioni sull'andamento delle temperature (creazione di una mappatura termica) e del flusso di calore, in modo da osservare l'eventuale dispersione dell'elemento.

Per ogni nodo si sono calcolati i coefficienti di trasmissione lineici.

Per ogni nodo analizzato si sono verificate le condizioni affinche il ponte termico fosse corretto, o meglio, si è visto che la temperatura minima del nodo era sempre maggiore della temperatura critica (temperatura per non avere formazione di muffe e per non avere formazione di condensa) nel lato interno del locale.

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